
Classificazione Euro auto: tabella aggiornata e guida completa
Classificazione Euro auto: scopri cosa significano le classi ambientali, come verificarle e perché incidono su circolazione, valore e incentivi.
Aggiornamento: 12 maggio 2026
Cos’è la classificazione Euro auto e perché è importante
La classificazione Euro auto determina molto più di quanto si pensi: incide sulla possibilità di circolare in città, sul valore di rivendita dell’usato, sull’accesso agli incentivi statali e, per le aziende, sulla gestione del parco auto. Conoscere la categoria Euro del proprio veicolo è oggi indispensabile per prendere decisioni informate. In questa guida trovi la tabella completa aggiornata da Euro 0 a Euro 6d, le istruzioni per verificare la classe dal libretto o dalla targa e tutto quello che c’è da sapere su Euro 7, la nuova normativa in vigore dal 29 novembre 2026.
Indice dei contenuti
- 1.
- 2.
- 3.
- 4.
- 5.
- 6.
- 7.
- 8.
Cosa indicano le classi ambientali auto
Le classi ambientali auto sono standard europei che definiscono i limiti massimi di emissioni inquinanti consentite per ogni veicolo al momento dell’omologazione. Ogni categoria (da Euro 1 a Euro 6d) stabilisce soglie progressivamente più severe per ossidi di azoto (NOx), monossido di carbonio (CO), idrocarburi e particolato. La classe è assegnata al momento dell’omologazione del modello e non può cambiare nel tempo: un’auto immatricolata come Euro 5 rimarrà Euro 5 per tutta la sua vita, indipendentemente dagli aggiornamenti normativi successivi.
Perché la categoria Euro incide sulla circolazione
Le ordinanze comunali di limitazione del traffico si basano sulla classe Euro del veicolo per stabilire chi può entrare in una ZTL o transitare in un centro storico nei giorni di blocco. Le auto Euro 0, 1 e 2 sono già escluse dalla circolazione nella grande maggioranza dei centri urbani italiani in modo permanente. Le Euro 3 ed Euro 4 diesel sono soggette a blocchi sempre più frequenti, in particolare nelle città della Pianura Padana. Conoscere la propria classe evita sanzioni fino a 173 euro per accesso in ZTL in violazione del divieto.
Perché conoscere la classe Euro è utile anche in fase di acquisto o vendita
Chi acquista un’auto usata ha tutto l’interesse a verificare la classe Euro dalla targa prima di concludere il contratto. Un veicolo Euro 4 diesel può sembrare conveniente, ma i costi nascosti — impossibilità di usarlo in città nei mesi invernali, esclusione dagli incentivi per la rottamazione agevolata, minore valore residuo — lo rendono spesso un cattivo affare. Per chi vende, comunicare chiaramente la classe Euro è un elemento di trasparenza che accelera la trattativa.
Come verificare la classe Euro della propria auto
Il metodo più immediato è consultare il libretto di circolazione (carta di circolazione). La classe Euro si trova alla voce V.9, che riporta la direttiva o il regolamento di omologazione. Dalla sigla indicata si risale alla categoria Euro. Le corrispondenze principali sono:
• Euro 4: direttive 98/69/CE (immatricolazioni dal 2005 circa) • Euro 5 e 5a/b: regolamento CE 715/2007 — omologazioni 2009–2014 • Euro 6 / 6a/b/c: regolamento CE 715/2007 — omologazioni da settembre 2014 • Euro 6d-temp e 6d: stesso regolamento, aggiornamenti WLTP/RDE — dal 2017 in poi
Euro auto da targa: come fare la verifica online
È possibile verificare la classe Euro auto dalla targa attraverso il Portale dell’Automobilista, il servizio ufficiale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Basta inserire la targa nella sezione “Servizi per i veicoli” per ottenere i dati tecnici del mezzo, inclusa la classe ambientale. Molte app come TARGAinfo o il servizio ACI offrono la stessa verifica rapida.
Tabella classificazione Euro auto: da Euro 0 a Euro 6d
La tabella seguente riporta tutte le classi ambientali auto con i limiti principali e l’anno di introduzione. I valori NOx si riferiscono ai veicoli diesel.
| Classe Euro | Anno indicativo | Limiti NOx diesel (mg/km) | Limiti PM diesel (mg/km) | Note principali |
| Euro 0 | Prima 1992 | Non regolamentato | Non regolamentato | Veicoli pre-normativa |
| Euro 1 | Dal 1992 | Non separato da CO+HC | 140 Limite combinato | Prima norma UE |
| Euro 2 | Dal 1997 | Non separato da CO+HC | 80 Limite combinato | Benzina e diesel separati |
| Euro 3 | Dal 2000 | 500 | 50 | Primo limite NOx separato |
| Euro 4 | Dal 2005 | 250 | 25 | FAP opzionale |
| Euro 5 / 5a-b | Dal 2009 | 180 | 5 | FAP obbligatorio |
| Euro 6 / 6a-b-c | Dal 2014 | 80 | 4,5 | Primo test RDE parziale |
| Euro 6d-temp | Dal 2017 | 80 | 4,5 | WLTP + RDE CF 2,1 |
| Euro 6d | Dal 2012 | 80 | 4,5 | WLTP + RDE CF 1,43 (più stringente) |
Differenza tra Euro 4, Euro 5 ed Euro 6
La differenza più significativa riguarda le emissioni di NOx e di particolato dai diesel. Dall’Euro 4 all’Euro 5, i limiti di NOx scendono da 250 a 180 mg/km; dall’Euro 5 all’Euro 6, l’abbattimento è più drastico: da 180 a 80 mg/km, un taglio del 56%. L’Euro 5 ha reso obbligatorio il filtro antiparticolato (FAP) su tutti i diesel; l’Euro 6 ha introdotto i test di emissioni in condizioni reali di guida (RDE), rendendo i valori dichiarati molto più vicini alla realtà. Le auto Euro 4 diesel sono oggi oggetto dei blocchi alla circolazione nelle principali città italiane.
Euro 6d: cosa significa e perché è tra le classi più diffuse oggi
Il suffisso “d” indica che il veicolo è omologato con il ciclo di prova WLTP e supera il test RDE con un fattore di conformità (CF) di 1,43, il più stringente attuale. La distinzione rispetto all’Euro 6d-temp (CF 2,1) è rilevante: auto immatricolate tra il 2017 e il 2020 sono “solo” Euro 6d-temp, una categoria che in alcune ordinanze viene già trattata in modo diverso. Tutte le auto nuove immatricolate dal gennaio 2021 in poi sono Euro 6d.
Classi Euro auto spiegate in modo semplice
Euro 0, Euro 1 ed Euro 2: veicoli più datati e più limitati
I veicoli Euro 0 sono quelli immatricolati prima del 1992, privi di normativa sulle emissioni. Le Euro 1 (1992–1996) ed Euro 2 (1997–2000) hanno limiti molto distanti dagli standard attuali. Nella pratica, queste categorie sono escluse dalla circolazione nella grande maggioranza dei centri urbani italiani in modo permanente. Il valore di mercato è bassissimo e il principale utilizzo pratico è come veicolo da rottamare per accedere agli ecoincentivi.
Euro 3 ed Euro 4: ancora diffuse ma sempre più soggette a restrizioni
Le auto Euro 3 (2000–2005) ed Euro 4 (2005–2009) rappresentano ancora una buona parte del parco circolante italiano, ma sono soggette a limitazioni crescenti. Le Euro 3 diesel sono bandite in molte città anche nelle giornate ordinarie. Le Euro 4 diesel sono soggette a blocchi sistematici nelle Regioni del bacino padano (ottobre–aprile) e all’esclusione dall’Area B e dall’Area C di Milano. Chi possiede una Euro 4 dovrebbe valutare attentamente se il risparmio sul costo d’acquisto compensa i costi di mobilità legati alle restrizioni.
Euro 5 ed Euro 6: le classi più presenti nel mercato attuale
Le Euro 5 (2009–2014) non sono soggette a blocchi ordinari nella maggior parte delle città italiane, ma alcune aree specifiche — come l’Area B di Milano per i diesel Euro 5 dal 2025 — iniziano a escluderle. Le Euro 6 in tutte le loro varianti circolano liberamente e beneficiano dei trattamenti fiscali più favorevoli sul fringe benefit aziendale. Euro 6d è la classe di riferimento di tutti i veicoli nuovi dal 2021.
Auto ibride ed elettriche: come si inseriscono nelle categorie ambientali
Le auto ibride (HEV e PHEV) rientrano nella stessa classificazione Euro dei veicoli termici: una Toyota C-HR full hybrid del 2024 è Euro 6d. Le auto elettriche pure (BEV) non hanno emissioni allo scarico e sono tecnicamente classificate come Euro 0 che indica assenza di normativa applicabile, ma negli ecoincentivi e in molti provvedimenti comunali vengono trattate separatamente come fascia 0–20 g/km di CO₂, ottenendo i trattamenti più favorevoli.
Cosa cambia in pratica con la classe Euro dell’auto
Accesso a ZTL, blocchi del traffico e aree a basse emissioni
I blocchi del traffico più restrittivi si trovano nelle città della Pianura Padana. La regola generale nelle principali aree lombarde, piemontesi ed emiliane:
• divieto permanente ai diesel Euro 0–3 e ai benzina Euro 0–2; • blocco in fascia oraria per diesel Euro 4 e 5 nelle giornate di allerta smog.
A Milano, l’Area B è vietata ai diesel fino a Euro 5 (inclusi) dal 2025; l’Area C è accessibile solo ai veicoli più efficienti. Roma, Torino, Bologna e Napoli hanno sistemi analoghi con caratteristiche diverse, consultabili sui rispettivi siti comunali.
Valore residuo dell’auto sul mercato dell’usato
La classe Euro è uno dei fattori più incisivi sul valore residuo dell’usato. Un’auto Euro 4 diesel vale oggi il 15–25% in meno rispetto a un equivalente Euro 6 di pari anno e chilometraggio, per l’incertezza sulla circolazione futura. Questo è uno dei motivi per cui il noleggio a lungo termine protegge dal rischio di obsolescenza: chi noleggia non si espone al deprezzamento, che resta in capo alla società di noleggio.
Incentivi e agevolazioni per le auto meno inquinanti
Gli ecoincentivi e i bonus di rottamazione sono strutturati per fascia di emissioni CO₂, ma le classi Euro sono lo spartiacque per la rottamazione: il veicolo da rottamare deve essere fino a Euro 4 per la maggior parte degli incentivi, e fino a Euro 5 per alcune fasce ISEE agevolate. Sul piano fiscale, la tassazione sul fringe benefit aziendale è inversamente proporzionale alle emissioni: le auto Euro 6d con emissioni basse costano molto meno in tasse per il dipendente rispetto a un’Euro 5.
Impatto sulle scelte di privati e flotte aziendali
Per i privati, la classe Euro è un criterio fondamentale nell’acquisto dell’usato: meglio un’auto Euro 6 con qualche anno in più che un’Euro 4 apparentemente più recente. Per le flotte aziendali, la tendenza è verso car policy sempre più orientate all’Euro 6d: molte grandi aziende hanno già fissato questa soglia come requisito minimo per i nuovi contratti di noleggio, in linea con gli obiettivi ESG.
Euro 7: quando entra in vigore e cosa cambia
Cos’è lo standard Euro 7
Lo standard Euro 7 è la settima evoluzione delle normative europee sulle emissioni veicolari, definita dal Regolamento UE 2024/1257, approvato formalmente il 24 aprile 2024. Introduce un approccio più ampio rispetto ai predecessori: oltre alle emissioni allo scarico, regola per la prima volta le emissioni di particolato da freni e pneumatici, estende gli obblighi alle auto elettriche e ibride e impone la conformità garantita per 10 anni o 200.000 km. Ogni veicolo Euro 7 dovrà essere dotato del sistema On-Board Monitoring (OBM) per la registrazione in tempo reale delle emissioni.
Quando si applica ai nuovi modelli e ai nuovi veicoli
Il calendario per autovetture e furgoni (M1/N1) prevede due scadenze precise: • 29 novembre 2026: obbligo per le nuove omologazioni. Da questa data nessun nuovo modello di auto o furgone potrà ottenere l’omologazione europea senza rispettare i requisiti Euro 7. • 29 novembre 2027: l’obbligo si estende a tutti i veicoli nuovi in vendita, compresi i modelli già a listino prima dell’entrata in vigore. Nessun veicolo nuovo potrà essere immatricolato senza conformità Euro 7. Per i veicoli pesanti (autobus e autocarri) sono previste scadenze separate e più distanziate nel tempo.
Differenze rispetto a Euro 6
La novità più importante è che i limiti allo scarico di NOx e particolato per le autovetture rimangono identici a quelli dell’Euro 6 (80 mg/km NOx per il diesel). La stretta sulle emissioni allo scarico attesa da molti non c’è stata. Le novità concrete riguardano:
• particolato da freni (7 mg/km per auto e furgoni, regolamentato per la prima volta); • particolato da pneumatici; • obbligo di OBM (monitoraggio continuo); • garanzia dei sistemi anti-inquinamento per 10 anni/200.000 km; • requisiti sulla durata delle batterie per i veicoli elettrificati. Si tratta di un ampliamento del perimetro normativo più che di un irrigidimento.
Perché Euro 7 non rende automaticamente obsolete le auto già in circolazione
Un punto fondamentale: la normativa Euro 7 è non retroattiva. Si applica esclusivamente ai veicoli di nuova omologazione o immatricolazione dopo le date indicate. Un’auto Euro 6d acquistata oggi non perderà la sua classificazione e non verrà soggetta a nuovi blocchi per effetto dell’entrata in vigore di Euro 7. I limiti allo scarico per le auto già circolanti rimangono invariati.
Classificazione Euro e mobilità: come restare aggiornati nel tempo
Perché le normative ambientali influenzano sempre di più la scelta dell’auto
L’evoluzione delle normative Euro è inarrestabile: ogni nuova classe richiede emissioni più basse, estende i controlli e allunga il periodo di conformità. In parallelo, le misure locali di limitazione del traffico si fanno più frequenti. Chi non tiene conto di questa dinamica rischia di ritrovarsi con un’auto inutilizzabile in città nel giro di pochi anni.
L’importanza di valutare la classe Euro prima di comprare un veicolo usato
Quando si acquista un’auto usata, la classe Euro è il secondo dato da verificare dopo il chilometraggio. La verifica è gratuita e immediata sul Portale dell’Automobilista: non c’è nessuna ragione per non farla prima di firmare il contratto.
Noleggio a lungo termine e aggiornamento del parco auto
Il noleggio a lungo termine è la soluzione più efficace per eliminare il rischio di obsolescenza normativa. Alla scadenza del contratto, il cliente può accedere al modello aggiornato. Non si accumula un’auto svalutata, non si affronta il problema dell’esclusione dalle ZTL, non ci si espone all’incertezza sul valore residuo.
Soluzioni per privati e aziende che vogliono ridurre il rischio di obsolescenza
Per i privati, il noleggio mensile o a lungo termine di Ayvens garantisce sempre un veicolo almeno Euro 6d, senza immobilizzare capitale. Per le aziende, una car policy con soglia minima Euro 6d protegge il valore del parco, ottimizza il fringe benefit e risponde agli obiettivi ESG.



