
Euro 5: da che anno è in vigore e cosa significa per la tua auto oggi
Lo standard Euro 5 è entrato in vigore nel settembre 2009 per i nuovi modelli e nel gennaio 2011 per tutte le nuove immatricolazioni.
Aggiornamento: 14 agosto 2026
Quando sono iniziate le immatricolazioni Euro 5 e perché conta ancora nel 2026
Lo standard Euro 5 ha rappresentato un salto significativo nella riduzione delle emissioni dei motori automobilistici, in particolare per il diesel. È entrato in vigore in due fasi: prima per i nuovi modelli, poi per tutte le nuove immatricolazioni. Nel 2026, con oltre 15 anni dalla prima introduzione, le auto Euro 5 sono ancora numerose sul mercato dell’usato e nelle flotte aziendali, ma iniziano a incontrare le prime restrizioni di circolazione nelle principali città italiane. Sapere da che anno vale questo standard, cosa distingue l’Euro 5 dall’Euro 4 e dall’Euro 6, e dove si può ancora circolare liberamente è informazione concreta per chi possiede o valuta l’acquisto di un’auto di questa generazione.
Indice dei contenuti
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Da che anno è in vigore lo standard Euro 5?
Lo standard Euro 5 è stato introdotto dal Regolamento CE n. 715/2007 e dalla relativa direttiva attuativa 2007/46/CE. La sua entrata in vigore è avvenuta in due fasi distinte.
Settembre 2009 per i nuovi modelli, gennaio 2011 per tutte le immatricolazioni
Dal 1° settembre 2009 tutti i nuovi modelli di autovetture omologati in Europa dovevano rispettare lo standard Euro 5. I modelli già omologati in precedenza potevano continuare a essere prodotti e venduti per un periodo di transizione. Dal 1° gennaio 2011 lo standard Euro 5 è diventato obbligatorio per tutte le nuove immatricolazioni: da quella data non è più stato possibile immatricolare in Europa un’auto che non rispettasse i limiti Euro 5. Un’auto acquistata nuova nel 2011 è quindi necessariamente Euro 5 o superiore.
Perché la norma è stata introdotta in due fasi
L’introduzione in due fasi ha permesso ai costruttori di adeguare progressivamente i propri modelli. Il ritardo di 16 mesi tra la prima fase (settembre 2009, nuovi modelli) e la seconda (gennaio 2011, tutte le immatricolazioni) ha consentito di smaltire i veicoli Euro 4 già prodotti e in magazzino. Questo meccanismo di transizione è standard per tutti gli standard Euro europei.
Euro 5 vs Euro 4: cosa cambia tecnicamente
Il passaggio da Euro 4 a Euro 5 ha introdotto limiti di emissione significativamente più severi, specialmente per i motori diesel.
Limiti di emissione NOx e particolato
Per i diesel, le differenze più rilevanti tra Euro 4 e Euro 5 riguardano:
• gli ossidi di azoto(NOx) ridotti da 250 mg/km (Euro 4) a 180 mg/km (Euro 5), una riduzione del 28%; • il particolato fine(PM) ridotto da 25 mg/km (Euro 4) a 5 mg/km (Euro 5), una riduzione dell’80%.
Per la benzina, le modifiche sono state meno drastiche: NOx da 80 mg/km a 60 mg/km (-25%), con l’introduzione dei limiti sul particolato (2,5 mg/km) anche per i motori a benzina ad iniezione diretta (GDI), prima non regolamentati.
L’introduzione del filtro antiparticolato come standard
La riduzione dell’80% del particolato nei diesel Euro 5 è stata resa possibile dall’adozione generalizzata del filtro antiparticolato (DPF/FAP) come dotazione di serie. Mentre in Euro 4 il DPF era presente solo su alcuni modelli, con Euro 5 è diventato standard su tutti i diesel. Questo ha trasformato la manutenzione del DPF in un tema quotidiano per molti automobilisti (rigenerazione, sostituzione) che con Euro 4 non si ponevano.
| Standard | Anno vigore | Limite NOx diesel (mg/km) |
| Euro 3 | 2001 | 500 |
| Euro 4 | 2006 | 250 |
| Euro 5 | 2009/2011 | 180 |
| Euro 6d | 2021 | 80 |
Le auto Euro 5 possono ancora circolare nel 2026?
La risposta dipende dalla città e dal tipo di alimentazione. La situazione nel 2026 è in rapida evoluzione: quello che vale oggi potrebbe cambiare nei prossimi 12–24 mesi.
Restrizioni nelle principali città italiane
La situazione città per città al 2026:
• Milano (Area B): i diesel Euro 5 sono ancora ammessi, ma dal 1° ottobre 2026 scatta il divieto per le autovetture diesel Euro 5 nell’Area B. È la restrizione più significativa dell’anno in corso. • Torino: i diesel Euro 5 sono soggetti a limitazioni progressive. Nei giorni di allerta smog di primo e secondo livello, le restrizioni si estendono anche alla classe Euro 5. È già previsto un blocco strutturale. • Roma (Fascia Verde): i diesel Euro 5 circolano liberamente nella Fascia Verde nel 2026. La Regione Lazio ha prorogato l’esclusione del blocco per i diesel Euro 5 fino a data da definire. Le ZTL del centro storico (ZTL A, B, C) richiedono permesso specifico indipendentemente dalla classe Euro. • Bologna, Firenze: restrizioni per i diesel Euro 5 in specifiche fasce orarie nelle aree ambientali. Verificare le ordinanze comunali aggiornate. • Bacino Padano (Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna): accordo regionale prevede restrizioni strutturali ai diesel Euro 5 nei Comuni con più di 100.000 abitanti dal 1° ottobre 2026.
ZTL e aree a basse emissioni: dove sono limitate
Le restrizioni ai diesel Euro 5 si applicano principalmente alle Low Emission Zone (LEZ) e alle aree ambientali strutturate (Milano Area B, aree del Bacino Padano), non necessariamente alle ZTL tradizionali del centro storico che spesso regolamentano l’accesso per orari e categorie di utenti. Per i benzina Euro 5, le restrizioni sono molto più limitate: nel 2026 i benzina Euro 5 circolano liberamente in quasi tutte le città italiane.
Le previsioni per i prossimi anni
La tendenza è chiara: entro il 2028–2030 i diesel Euro 5 subiranno restrizioni strutturali nella maggior parte delle città italiane con più di 100.000 abitanti. Chi possiede un diesel Euro 5 e vive o lavora in un’area urbana dovrebbe considerare questo scenario nella pianificazione dell’auto dei prossimi anni.
Come verificare se la tua auto è Euro 5
Dal libretto di circolazione
La classe emissiva è riportata nel libretto di circolazione al riquadro V.9 (o al punto V.9 del DUC se già emesso). Il valore indicato riporta la categoria emissiva: EURO 5, EURO 5A, EURO 5B, o la corrispondente sigla tecnica (ad es. “Reg. 715/2007 Euro 5”). Se il libretto è datato o il campo non è leggibile, usa il Portale dell’Automobilista.
Dalla targa, tramite il Portale dell’Automobilista
Sul Portale dell’Automobilista (ilportaledellautomobilista.it) è possibile inserire la targa del veicolo e visualizzare gratuitamente le informazioni tecniche registrate al PRA, inclusa la categoria emissiva. È il metodo più rapido per verificare la classe Euro senza dover trovare il libretto fisico.
Conviene ancora tenere un’auto Euro 5 nel 2026?
La risposta dipende dall’uso che si fa dell’auto e dalla città in cui si vive.
Valore residuo sul mercato dell’usato
Il valore di un diesel Euro 5 sul mercato dell’usato sta calando più rapidamente rispetto agli anni precedenti, proprio per l’avvicinarsi delle restrizioni. Chi è interessato a vendere il proprio diesel Euro 5 dovrebbe valutare di farlo prima che le restrizioni di ottobre 2026 riducano ulteriormente la platea di acquirenti potenziali. Un benzina Euro 5, invece, mantiene valori residui più stabili non essendo ancora soggetto a restrizioni significative.
Il noleggio a lungo termine come alternativa senza rischio obsolescenza
Il principale vantaggio del noleggio a lungo termine rispetto all’acquisto in un contesto normativo in evoluzione è l’assenza di rischio di obsolescenza: a ogni rinnovo del contratto (tipicamente ogni 3–4 anni) si accede a un veicolo con la classe Euro più aggiornata, senza dover gestire la svalutazione dell’usato né il rischio di ritrovarsi con un veicolo escluso dalle ZTL. Per chi guida in città con restrizioni crescenti, questa è una delle ragioni pratiche più concrete a favore del noleggio.




