
Auto bifuel: come funzionano e perché convengono ancora nel 2026
Le auto bifuel passano automaticamente tra benzina e GPL o metano, garantendo fino a 700 km di autonomia complessiva e risparmi fino al 50% sul carburante.
Aggiornamento: 12 agosto 2026
Come funziona il doppio impianto di alimentazione di un’auto bifuel
Un’auto bifuel ha due serbatoi e due impianti di alimentazione distinti: uno a benzina e uno a GPL o a metano (CNG). Il motore è lo stesso; a cambiare è il carburante che lo alimenta. Nelle versioni moderne, il passaggio da un carburante all’altro avviene automaticamente: l’auto parte a benzina, raggiunge la temperatura di esercizio e poi commuta al GPL o al metano senza che il conducente debba fare nulla. Il beneficio principale è economico: il GPL e il metano costano significativamente meno della benzina al km, con risparmi che in uso intensivo possono superare i 1.000 euro all’anno. Questa guida spiega le differenze tra i due sistemi bifuel, i vantaggi e gli svantaggi concreti e i modelli disponibili nel 2026.
Indice dei contenuti
1. Bifuel benzina/GPL vs benzina/metano: le differenze
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Il doppio impianto: benzina più GPL o metano
Le auto bifuel di serie hanno due serbatoi fisici: uno per la benzina (con dimensioni ridotte rispetto a un’auto solo benzina) e uno per il GPL o il metano. Il serbatoio GPL è un cilindro metallico che occupa parte del vano bagagliaio o lo spazio sotto il pianale. Il serbatoio CNG (metano) è invece in materiale composito ad alta pressione e è più voluminoso del GPL. I due serbatoi sono indipendenti: si riforniscono separatamente nelle rispettive tipologie di pompa.
Come avviene il passaggio automatico tra i due carburanti
La centralina gestisce il passaggio in modo trasparente: all’avviamento a freddo il motore funziona a benzina per qualche decina di secondi o minuti (tempo necessario a raggiungere la temperatura corretta per l’iniezione di GPL o CNG), poi commuta automaticamente. Quando il GPL o il metano si esaurisce, la centralina torna alla benzina senza interruzione di marcia. Il conducente vede sul cruscotto quale carburante è in uso e il livello di entrambi i serbatoi.
Bifuel benzina/GPL vs benzina/metano: le differenze
GPL e metano sono entrambi valide alternative alla benzina, ma hanno caratteristiche molto diverse in termini di autonomia, rete distributiva e costo al km.
Autonomia complessiva a confronto
Un’auto bifuel benzina/GPL con serbatoio GPL da 40 litri (equivalenti a circa 32 litri netti usabili) percorre circa 350–500 km a GPL, più altri 150–200 km a benzina: autonomia complessiva fino a 700 km. Un’auto bifuel benzina/metano con serbatoio CNG da 12–15 kg percorre circa 250–400 km a metano, più 150–200 km a benzina: autonomia complessiva fino a 600 km. In entrambi i casi l’autonomia complessiva è superiore a qualsiasi auto a singola alimentazione.
Rete di distributori: dove è più semplice rifornirsi
La rete GPL è la più capillare in Italia: oltre 4.500 distributori su tutto il territorio nazionale, incluse molte stazioni autostradali. È praticamente impossibile restare senza GPL se si pianifica il viaggio. La rete CNG (metano) è più concentrata geograficamente: circa 1.400–1.500 distributori, con forte presenza in Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto e Toscana. Nelle regioni del Sud e nelle aree rurali la copertura è più limitata. Chi si sposta prevalentemente al nord può usare il metano senza problemi; chi vive o viaggia spesso al sud è più al sicuro con il GPL.
Costo al km: GPL vs metano vs benzina
Il risparmio per km è significativo per entrambe le alternative. Con la benzina a circa 1,88 €/litro e il consumo medio di 7 l/100 km, il costo è circa 13,2 cent/km. Il GPL a circa 0,75–0,85 €/litro con consumo di 9–10 l/100 km equivalenti costa circa 7–8 cent/km: risparmio del 40–50% rispetto alla benzina. Il metano a circa 1,20–1,40 €/kg con consumo di circa 5 kg/100 km costa circa 6–7 cent/km: risparmio del 50–60% rispetto alla benzina. Ipotizzando 20.000 km/anno percorsi al 70% a GPL o metano, il risparmio annuo può essere tra 700 e 1.400 euro.
| Tipo bifuel | Autonomia totale indicativa | Costo al km indicativo | Rete distributori Italia |
| Benzina + GPL | 600–700 km | 7–8 cent/km (GPL) | Oltre 4.500 |
| Benzina + Metano | 500–600 km | 6–7 cent/km (CNG) | 1.400–1.500 |
| Solo benzina (riferimento) | 500–600 km | 13 cent/km | Oltre 20.000 |
I vantaggi delle auto bifuel nel 2026
Risparmio economico sul carburante
Il vantaggio economico è concreto e misurabile per chi percorre molti km annui. La bifuel conviene soprattutto per percorrenze superiori ai 15.000–20.000 km/anno: è la soglia oltre cui il risparmio sul carburante compensa il sovrapprezzo di acquisto del veicolo bifuel rispetto all’equivalente solo benzina (solitamente 1.000–2.000 euro in più).
Fonte: art. 164 TUIR, aggiornato 2026. Consultare il proprio commercialista per la situazione specifica.
Km illimitati: perché è la formula giusta per chi vende su strada
Come funziona il noleggio a km illimitati
I contratti NLT standard prevedono un chilometraggio massimo annuo concordato (es. 30.000, 40.000, 50.000 km). Chi supera il limite paga un extra per km sforato, generalmente tra 0,05 e 0,20 euro per km a seconda del contratto. Per un agente di commercio che percorre 60.000–80.000 km/anno, questa struttura può generare costi imprevedibili. Alcune formule NLT prevedono contratti a chilometraggio elevato o illimitato: il canone mensile è più alto, ma il costo totale è certo e prevedibile.
Gli svantaggi da conoscere prima di scegliere una bifuel
Riduzione del volume del bagagliaio
Il serbatoio GPL o CNG occupa spazio nel bagagliaio o nel sottopiano: la riduzione tipica varia tra 50 e 150 litri rispetto alla versione solo benzina, a seconda del modello e del posizionamento del serbatoio. Prima di scegliere una bifuel, verifica sempre il volume del bagagliaio con il serbatoio alternativo installato: sul libretto del veicolo è riportato il valore effettivo. Per alcune utilitarie con bagagliaio già contenuto, la riduzione può essere significativa.
Revisione e manutenzione specifiche dell’impianto
L’impianto GPL o CNG richiede una revisione specifica ogni 4 anni (obbligatoria per legge), eseguita da officine certificate. Il costo è di circa 150–300 euro. Su un’auto a noleggio a lungo termine, questa manutenzione è inclusa nel canone e gestita da Ayvens. Su un’auto di proprietà, va pianificata e non si può ignorare: circolare con l’impianto scaduto è un’infrazione sanzionabile.
Le migliori auto bifuel disponibili nel 2026
Il mercato delle bifuel di serie è dominato da produttori italiani (Fiat, Alfa Romeo, Lancia) e da alcune case europee. Le versioni CNG (metano) sono diminuite rispetto al GPL, ma esistono ancora modelli validi.
City car e utilitarie bifuel
Nel segmento delle city car e utilitarie compatte, i modelli bifuel più diffusi nel 2026 sono:
• Fiat Panda GPL: disponibile nella versione Pandina, la city car più venduta in Italia ha una versione GPL di serie ben collaudata. Bagagliaio ridotto ma ancora adeguato per uso urbano. • Fiat 500 GPL: versione bifuel dell’icona italiana, con serbatoio GPL nel vano bagagliaio. • Dacia Sandero GPL e Jogger GPL: Dacia propone la versione GPL su più modelli, offrendo il miglior rapporto prezzo/pratica del segmento. • Volkswagen Golf TGI (metano): una delle bifuel benzina/metano più equilibrate, con buona rete CNG al nord.
SUV e familiari bifuel
Nel segmento SUV e familiare:
• Dacia Duster GPL: SUV compatto con versione bifuel, ottimo per chi cerca capienza e risparmio. • Fiat Tipo familiare GPL: la versione station wagon con impianto GPL offre un buon compromesso tra spazio di carico e risparmio sul carburante. • Seat Arona e Ibiza GPL: versioni bifuel disponibili nel catalogo Seat, con buona copertura della rete GPL anche in Spagna e nel resto d’Europa.




