Mobility Guide 2026: l’Italia e la mobilità elettrica

7 min per leggereFuturo della mobilità
Pubblicato il 20 ottobre 2026

L'Italia raggiunge un punteggio di maturità EV pari a 54/100 nella Ayvens Mobility Guide 2026: crescono immatricolazioni elettriche, incentivi e vantaggi fiscali per flotte aziendali e fleet manager.
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Ayvens Mobility Guide 2026: cosa dice il report sulla mobilità elettrica in Italia e sulle flotte aziendali

La transizione verso la mobilità elettrica in Europa sta cambiando paradigma. Se negli ultimi anni il mercato è stato sostenuto principalmente da incentivi diretti all'acquisto, oggi gli elementi che guidano realmente l'adozione dei veicoli a zero emissioni sono la competitività del Total Cost of Ownership, la fiscalità e la capacità delle aziende di integrare l'elettrificazione all'interno delle proprie strategie di mobilità.

È questo uno dei principali messaggi che emerge dalla European Mobility Guide di Ayvens 2026, lo studio internazionale che analizza il livello di maturità della mobilità elettrica in 30 Paesi europei.

L'Italia raggiunge un punteggio di 54 punti su 100, posizionandosi tra i mercati europei "in transizione": un ecosistema che presenta ancora margini di sviluppo ma che mostra segnali sempre più concreti di accelerazione.

Italia: una transizione che sta diventando realtà per le aziende

L'Italia rientra oggi tra i Paesi europei che stanno dimostrando un interesse concreto verso l'elettrificazione. Pur non essendo ancora ai livelli di maturità raggiunti da Norvegia, Belgio o Paesi Bassi, il nostro Paese continua a ridurre il divario grazie alla crescita dell'adozione dei veicoli elettrici, all'evoluzione della fiscalità e all'attenzione sempre maggiore delle aziende ai temi ESG.

Per fleet manager, mobility manager e responsabili degli acquisti, la mobilità elettrica non rappresenta più soltanto una scelta orientata alla sostenibilità. Sta diventando un elemento chiave all'interno delle strategie di gestione della flotta, capace di incidere sul costo operativo, sull'attrattività dell'employer branding e sugli obiettivi di decarbonizzazione aziendale.

Immatricolazioni elettriche in crescita: il mercato conferma il cambio di passo

I dati relativi alle immatricolazioni 2025 evidenziano una dinamica particolarmente positiva.

Evoluzione 2025 vs 2024

Si tratta di una trasformazione significativa che riflette un cambiamento strutturale della domanda. Le aziende possono oggi contare su un'offerta più ampia di veicoli elettrici e plug-in, una migliore disponibilità di modelli per uso business e una crescente competitività economica lungo l'intero ciclo di vita del veicolo.

Tra i modelli BEV più immatricolati in Italia figurano:

Mentre nel segmento dei veicoli commerciali leggeri elettrici si distinguono:

Fiscalità e Total Cost of Ownership: i nuovi driver della mobilità aziendale

Uno dei trend più interessanti evidenziati dalla Mobility Guide 2026 riguarda il progressivo spostamento dell'attenzione dagli incentivi una tantum verso strumenti strutturali che incidono direttamente sul TCO.

Secondo l'analisi Ayvens, la leva fiscale rappresenta oggi uno dei fattori più determinanti nello sviluppo della mobilità elettrica in Europa. La riduzione del fringe benefit, le esenzioni fiscali e i vantaggi tributari a lungo termine stanno assumendo un peso superiore rispetto ai tradizionali bonus d'acquisto.

Per le imprese questo si traduce nella possibilità di pianificare strategie di rinnovo della flotta più sostenibili, prevedibili e coerenti con gli obiettivi di efficienza finanziaria.

Nuovi fringe benefit: un'accelerazione per le auto aziendali elettriche

Tra gli elementi destinati ad avere il maggiore impatto sul mercato fleet italiano vi è il nuovo regime fiscale applicato alle auto aziendali.

Nel 2025 la tassazione del benefit prevede:

Una differenza che rende il veicolo elettrico particolarmente vantaggioso sia per l'azienda sia per il driver.

Per molte organizzazioni questo nuovo scenario potrebbe rappresentare un fattore più che decisivo nella revisione delle car policy e nella definizione delle future strategie di assegnazione dei veicoli.

Decreto Omnibus 2026: perché l'età del veicolo entra nelle strategie di fleet management

Accanto alle misure dedicate all'elettrificazione, il quadro normativo più attuale introduce un elemento destinato ad avere un impatto significativo sulle flotte aziendali.

Il Decreto Legislativo 7 agosto 2026, n. 148, noto come correttivo Omnibus della riforma fiscale, modifica infatti alcuni criteri di determinazione del fringe benefit delle auto aziendali in uso promiscuo.

La principale novità riguarda l'anzianità del veicolo. A partire dall'anno successivo al compimento del quinto anno dalla prima immatricolazione, il valore imponibile utilizzato per il calcolo del fringe benefit viene incrementato del 50%. È inoltre prevista una maggiorazione forfettaria del 5% per accessori e allestimenti non valorizzati nelle tabelle ACI.

Per i fleet manager si tratta di un cambiamento rilevante. Se fino a ieri l'attenzione era concentrata prevalentemente sulla tipologia di alimentazione del veicolo, oggi diventa strategica anche la gestione del ciclo di sostituzione della flotta.

Questa evoluzione normativa rafforza ulteriormente l'importanza di:

In altre parole, la fiscalità conferma il proprio ruolo di leva strategica a supporto delle decisioni di fleet management.

Incentivi e agevolazioni: quali opportunità per le aziende nel 2026

L'Ecobonus è stato rifinanziato anche per il 2026 e prevede contributi che possono arrivare fino a 13.750 euro in specifiche condizioni di rottamazione e requisiti reddituali.

Parallelamente, il Governo ha destinato 4,6 miliardi di euro al sostegno dell'industria automotive e della transizione verso la mobilità elettrica, con interventi che includono anche l'elettrificazione delle flotte aziendali.

A ciò si aggiunge l'esenzione dalla tassa automobilistica per i primi cinque anni per i veicoli elettrici, seguita da una tassazione ridotta rispetto ai corrispondenti veicoli termici.

L'opportunità per i Fleet Manager: passare da una logica di acquisto a una logica di ecosistema

La sfida che attende le aziende nei prossimi anni non riguarda soltanto il rinnovo del parco auto.

L'elettrificazione richiede un approccio più ampio che coinvolga:

Le organizzazioni che riusciranno a integrare questi elementi in un'unica strategia saranno quelle che otterranno i maggiori benefici in termini di efficienza economica, sostenibilità e competitività.

Il momento di pianificare è adesso

L'Italia continua ad avanzare nel percorso verso una mobilità sempre più sostenibile e connessa alle esigenze del mondo business. Il punteggio di maturità EV raggiunto nel 2026, la crescita delle immatricolazioni elettriche, il nuovo quadro fiscale e le recenti evoluzioni normative disegnano uno scenario favorevole per le aziende che stanno valutando l'elettrificazione della flotta.

Per fleet manager e mobility manager la sfida non sarà soltanto scegliere nuovi veicoli, ma costruire una strategia integrata che tenga conto di TCO, fiscalità, rinnovo degli asset, infrastrutture di ricarica e obiettivi ESG. In questo contesto, la mobilità elettrica diventa uno degli strumenti a disposizione per migliorare competitività, efficienza e sostenibilità nel lungo periodo.

La Visione di Ayvens Italia

"La Mobility Guide 2026 evidenzia come la mobilità elettrica in Italia stia entrando in una fase di maggiore maturità. Oggi la transizione non è più guidata soltanto dagli incentivi, ma sempre più da fattori strutturali come fiscalità, Total Cost of Ownership, infrastrutture di ricarica e gestione del ciclo di vita dei veicoli. Anche le recenti evoluzioni normative, dai fringe benefit alle disposizioni introdotte dal Decreto Omnibus 2026, confermano la necessità di una pianificazione strategica della flotta. In questo contesto, il ruolo di un partner di mobilità diventa fondamentale per accompagnare le aziende nella definizione di strategie integrate che combinino elettrificazione, efficienza economica, compliance normativa e sostenibilità. Le organizzazioni che sapranno adottare una visione di lungo periodo potranno trasformare la transizione della mobilità in un concreto vantaggio competitivo per il business e per le proprie persone."

Federico De MarchisDirettore Commerciale Ayvens Italy

Domande frequenti sulla European Mobility Guide di Ayvens 2026

Qual è il punteggio di maturità EV dell'Italia nella Mobility Guide 2026? L'Italia ottiene un punteggio di 54/100 e rientra tra i Paesi europei in fase di transizione verso la mobilità elettrica.Perché la fiscalità è importante per le flotte aziendali elettriche? Perché incide direttamente sul TCO e sul costo complessivo della mobilità aziendale attraverso fringe benefit, esenzioni fiscali e agevolazioni dedicate.Cosa cambia con il Decreto Omnibus 2026 per le auto aziendali? Il nuovo quadro prevede una maggiorazione del 50% del valore imponibile del fringe benefit per i veicoli che superano cinque anni dalla prima immatricolazione e una maggiorazione del 5% per determinati accessori e allestimenti.Conviene elettrificare una flotta aziendale nel 2026? Per molte organizzazioni sì, grazie alla combinazione di vantaggi fiscali, minori costi operativi, maggiore sostenibilità e competitività del TCO.Quali KPI devono monitorare i fleet manager durante un processo di elettrificazione? TCO, costo per chilometro, emissioni di CO₂, utilizzo delle infrastrutture di ricarica, consumi energetici, costo totale della flotta e soddisfazione dei driver.Quali sono i veicoli elettrici più diffusi in Italia? Nel 2025 i modelli BEV più immatricolati risultano Tesla Model 3, Leapmotor T03 e Tesla Model Y.Perché l'età del veicolo sta diventando un fattore strategico? Perché le nuove regole fiscali collegano la tassazione del fringe benefit anche all'anzianità del mezzo, influenzando le scelte di rinnovo e gestione del parco auto.
Pubblicato il 20 ottobre 2026
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