
Ecoincentivi 2026: guida completa agli incentivi auto aggiornata
Ecoincentivi 2026: tutto ciò che devi sapere sugli incentivi auto, dalle auto elettriche alle ibride plug-in.
Aggiornamento: 29 aprile 2026
Come ottenere gli incentivi auto nel 2026: importi, requisiti e procedure
Ogni anno, al momento dell’apertura della piattaforma, gli ecoincentivi auto si esauriscono in poche ore: migliaia di acquirenti in coda virtuale per accaparrarsi un contributo che può valere fino a 11.000 euro. Nel 2026 la situazione è cambiata rispetto al passato — il quadro normativo è più articolato, con misure PNRR e Ecobonus ordinario che si affiancano — ma le opportunità per chi acquista un’auto a basse emissioni restano consistenti. Questa guida aggiorna tutti gli importi, i requisiti e le procedure per accedere agli incentivi auto 2026, con un approfondimento specifico sull’accesso attraverso il noleggio a lungo termine.
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Cosa sono gli ecoincentivi auto 2026
Definizione e obiettivi della misura
Gli ecoincentivi auto sono contributi statali a fondo perduto che riducono direttamente il prezzo di acquisto di veicoli nuovi a basse o zero emissioni. La misura è strutturata per fascia di emissioni CO₂: più l’auto inquina poco, maggiore è il contributo. L’obiettivo dichiarato è duplice: accelerare il rinnovo di un parco circolante italiano tra i più datati d’Europa (circa il 25% delle auto in circolazione ha più di 15 anni) e ridurre le emissioni di CO₂ del settore trasporti in linea con gli obiettivi europei PNIEC e Agenda 2030.
Chi gestisce il fondo
Nel 2026 esistono due binari paralleli.
• L’Ecobonus ordinario è gestito dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) tramite la piattaforma ecobonus.mimit.gov.it — lo stesso portale attivo dal 2019, gestito operativamente da Invitalia. • Il bonus PNRR per le auto elettriche è invece gestito dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) tramite la piattaforma SOGEI, attivo dal 22 ottobre 2025 fino al 30 giugno 2026 salvo esaurimento anticipato dei fondi. Le due misure hanno requisiti e importi distinti.
Dotazione finanziaria 2026
Il nuovo piano automotive 2026–2030 mette a disposizione complessivamente circa 1,6 miliardi di euro, di cui una parte è destinata direttamente alla domanda (contributi all’acquisto) e la quota maggiore alla filiera produttiva. Per il bonus PNRR auto elettriche sono stati stanziati 597 milioni di euro (Decreto PNRR bis, DL 19/2024), con l’obiettivo di mettere su strada almeno 39.000 veicoli a zero emissioni entro giugno 2026. Data la rapidità con cui i fondi si esauriscono — in alcune edizioni passate completamente in poche ore — la verifica della disponibilità residua in tempo reale sulla piattaforma è fondamentale prima di procedere all’acquisto.
Incentivi auto elettriche 2026
Importo del bonus
Il bonus per le auto elettriche 2026 è articolato in tre livelli in base all’ISEE del richiedente e alla presenza della rottamazione:

Requisiti del veicolo (soglia emissioni CO₂)
Il veicolo deve rientrare nella fascia 0–20 g/km di CO₂ (auto 100% elettriche, categoria M1). Il prezzo di listino comprensivo di optional (IVA esclusa) non deve superare 35.000 euro. Superare questa soglia comporta l’esclusione automatica dall’incentivo, indipendentemente dall’ISEE del richiedente. Il veicolo deve essere nuovo e immatricolato per la prima volta in Italia, e deve essere immatricolato entro 180 giorni dalla data di prenotazione del contributo sulla piattaforma.
Bonus con e senza rottamazione
La rottamazione non è obbligatoria per accedere al bonus base (6.000 euro), ma aumenta significativamente l’importo. Per la rottamazione di veicoli Euro 0–4, l’incentivo sale a 9.000 euro (ISEE 30.000–40.000 euro). Per chi ha ISEE inferiore a 30.000 euro è ammessa nel 2026 anche la rottamazione di Euro 5 (novità rispetto agli anni precedenti), con bonus massimo di 11.000 euro. Il veicolo da rottamare deve essere intestato all’acquirente (o a un familiare convivente) da almeno 12 mesi. Il concessionario gestisce la pratica di demolizione.
Fascia di prezzo ammessa
La soglia di prezzo massimo è 35.000 euro IVA esclusa (circa 42.700 euro IVA inclusa al 22%) per le auto elettriche. Questa soglia include tutti gli optional e gli accessori. È una fascia di prezzo relativamente ampia che include la gran parte delle auto elettriche di segmento B e C attualmente in commercio (Fiat 500e, Renault 5, Peugeot e-208, Volkswagen ID.3, ecc.). Per i modelli premium e di segmento superiore (Tesla Model 3, BMW iX1, Mercedes EQA nelle versioni più equipaggiate) è necessario verificare che il prezzo di listino effettivo non superi la soglia.
Incentivi auto ibride plug-in 2026
Importo del contributo
Per le auto ibride plug-in (PHEV), nella fascia 21–60 g/km di CO₂, il contributo può arrivare fino a 10.000 euro per chi ha ISEE ridotto e procede con la rottamazione. La tabella degli importi è la seguente:

Differenza rispetto alle elettriche pure
Rispetto alle auto elettriche pure, le ibride plug-in hanno importi leggermente inferiori ma accedono a un limite di prezzo più generoso: 45.000 euro IVA esclusa (circa 54.900 euro IVA inclusa). Questo è un vantaggio significativo: molte PHEV premium — come Mercedes GLC 300e, BMW X1 xDrive30e o Volkswagen Tiguan eHybrid — rientrano in questa soglia, mentre le stesse versioni pure elettriche di pari segmento spesso la superano. Le persone giuridiche (aziende) possono accedere agli incentivi PHEV, a differenza del bonus PNRR per le elettriche che è riservato ai privati e alle microimprese.
Come si combina con la rottamazione
Per le PHEV la rottamazione è il fattore più incisivo sull’importo finale. La combinazione più vantaggiosa è quella con rottamazione di un veicolo Euro 0–4 da parte di un acquirente con ISEE inferiore a 30.000 euro: il bonus massimo raggiunge i 10.000 euro. È importante notare che per le PHEV nel 2026 non è ammessa la rottamazione di Euro 5 (novità prevista solo per le elettriche pure nella fascia ISEE più bassa). Il veicolo da rottamare deve essere intestato da almeno 12 mesi all’acquirente o a un familiare convivente.
Incentivi per benzina e diesel a basse emissioni
Soglie CO₂ ammesse
La fascia più ampia degli ecoincentivi riguarda i veicoli termici e ibridi (mild e full hybrid) con emissioni tra 61 e 135 g/km di CO₂. In questa fascia rientrano la maggior parte delle auto benzina e diesel Euro 6 più efficienti, inclusi i mild hybrid (48V) e i full hybrid non plug-in (come Toyota Yaris Hybrid, Toyota C-HR 1.8 HEV, Honda Jazz eHEV). Si tratta della fascia con la dotazione finanziaria storicamente più alta: nel DPCM 2024 era pari a 402 milioni di euro, pari al 40% del totale degli incentivi auto.
Bonus disponibili
Per questa fascia i contributi sono più contenuti rispetto alle elettriche e PHEV:
• Con rottamazione Euro 0–4: fino a 3.000 euro • Senza rottamazione: generalmente non accessibile (la rottamazione è obbligatoria per questa fascia)
La rottamazione per questa fascia è obbligatoria e il veicolo da rottamare deve essere fino a Euro 4. È uno dei requisiti più selettivi: chi ha già un’auto recente (Euro 5 o 6) non può accedere agli incentivi per questa fascia.
Chi può richiederli
Possono richiedere gli incentivi per la fascia 61–135 g/km sia le persone fisiche che le persone giuridiche (aziende, professionisti). Il prezzo massimo del veicolo è 35.000 euro IVA esclusa. Non sono previste soglie ISEE per questa fascia. Sono invece escluse le imprese con codice ATECO 45.11.0 (concessionari auto), che non possono richiedere il bonus per i propri acquisti.
Come richiedere gli ecoincentivi: procedura
Registrazione sulla piattaforma MIMIT
La procedura di richiesta non viene effettuata direttamente dal cittadino ma è gestita interamente dal concessionario. Il cliente sceglie il veicolo che rispetta i requisiti, verifica con il concessionario la disponibilità dei fondi sulla piattaforma ecobonus.mimit.gov.it (per l’Ecobonus ordinario) o sulla piattaforma SOGEI (per il bonus PNRR auto elettriche), e — se i fondi sono disponibili — il concessionario prenota il contributo online. Il bonus viene applicato immediatamente come sconto diretto in fattura, senza necessità di rimborsi successivi da parte del cliente.
Tempistiche di erogazione
Il contributo viene applicato immediatamente in fattura dal concessionario al momento dell’acquisto — il cliente non aspetta alcun rimborso. Il concessionario poi recupera l’importo anticipato come credito d’imposta attraverso il costruttore o l’importatore del veicolo. Il veicolo deve essere immatricolato entro 180 giorni dalla data di prenotazione del contributo sulla piattaforma, pena la decadenza del bonus. I venditori devono confermare le operazioni entro 270 giorni dall’inserimento della prenotazione.
Possibilità di cumulare con altri sconti
Gli ecoincentivi statali possono essere cumulati con gli sconti del costruttore (contributo aggiuntivo del produttore, sempre previsto) e con eventuali incentivi regionali. Molte Regioni hanno attivato bandi propri aggiuntivi rispetto all’Ecobonus nazionale: Lombardia, Piemonte, Lazio e Puglia hanno storicamente affiancato il bonus nazionale con contributi regionali per l’acquisto di veicoli elettrici. Il cumulo con altri sussidi statali (es. Bonus Sicurezza) è invece generalmente non ammesso salvo diversa indicazione nel decreto di riferimento.
Ecoincentivi 2026 e noleggio a lungo termine
Accessibilità degli incentivi in regime di noleggio
Una delle domande più frequenti è: gli ecoincentivi si applicano anche al noleggio a lungo termine? La risposta è sì, con alcune precisazioni. Il noleggio a lungo termine è equiparato al leasing finanziario ai fini dell’accesso agli incentivi: la società di noleggio — in quanto intestataria del veicolo — può prenotare il contributo sulla piattaforma e applicarlo come riduzione del capitale finanziato. Per il bonus PNRR auto elettriche (destinato a persone fisiche), il locatario deve comunque soddisfare i requisiti ISEE previsti.
Come il noleggio trasferisce il beneficio al cliente
Ayvens, in quanto società di noleggio a lungo termine, può applicare il contributo dell’incentivo nella struttura finanziaria del contratto NLT. In pratica, l’incentivo si traduce in una riduzione del canone mensile o dell’anticipo, rendendo più accessibile l’accesso a veicoli elettrici e ibridi plug-in.
Per i privati che scelgono il noleggio, i requisiti ISEE e la rottamazione funzionano nello stesso modo che nell’acquisto diretto: il locatario deve fornire al concessionario/società di noleggio la documentazione richiesta.
Per le aziende, l’incentivo si combina con la deducibilità fiscale del canone NLT, amplificando il beneficio complessivo.
Vantaggi combinati: incentivo + canone fisso
La combinazione ecoincentivo + noleggio a lungo termine è la formula più vantaggiosa per accedere a un’auto elettrica o ibrida nel 2026. Il bonus riduce il valore residuo del veicolo che la società di noleggio deve ammortizzare, riducendo direttamente il canone mensile. In parallelo, il noleggio elimina il rischio di svalutazione — particolarmente rilevante per le elettriche, dove i valori residui sono ancora volatili — e include manutenzione, assicurazione e cambio gomme in un’unica rata fissa.
Domande frequenti sugli ecoincentivi 2026
Gli ecoincentivi 2026 sono ancora attivi? In parte sì. Il **bonus PNRR per le auto elettriche** è attivo fino al **30 giugno 2026** (salvo esaurimento anticipato dei fondi), accessibile dalla piattaforma SOGEI/MASE per persone fisiche con ISEE definito. L’**Ecobonus ordinario** per le PHEV e per la fascia 61–135 g/km di CO₂ è accessibile sulla piattaforma ecobonus.mimit.gov.it fino a esaurimento fondi al 31 dicembre 2026, salvo proroghe. Verifica sempre la disponibilità residua in tempo reale prima di procedere all’acquisto.Quanto vale il bonus per un’auto elettrica? Il **bonus per un’auto elettrica 2026** varia da **6.000 euro** (senza rottamazione) a **11.000 euro** (con rottamazione di un’auto fino a Euro 5 e ISEE inferiore a 30.000 euro). Il veicolo deve costare meno di 35.000 euro IVA esclusa. Il bonus è applicato direttamente come **sconto in fattura dal concessionario**, senza attese.Si possono cumulare con il noleggio? Sì. **Gli ecoincentivi sono accessibili anche in regime di noleggio a lungo termine**: la società di noleggio prenota il contributo sulla piattaforma e lo trasferisce al cliente come riduzione del canone o dell’anticipo. I requisiti (ISEE, rottamazione) rimangono invariati e devono essere soddisfatti dal locatario.Serve la rottamazione per ottenere l’incentivo? Non sempre. Per le **auto elettriche** esiste un bonus base di 6.000 euro **senza rottamazione**. Per le **ibride PHEV** esiste un contributo anche senza rottamazione (fino a 5.000 euro). Per la fascia **61–135 g/km** (benzina/diesel/mild hybrid), la rottamazione è **obbligatoria** e deve riguardare un veicolo fino a Euro 4.Ci sono limiti di reddito per accedere al bonus? Sì, per le **persone fisiche** che richiedono il bonus per auto elettriche. L’ISEE è richiesto per modulare l’importo: **ISEE < 30.000="">** dà diritto al bonus massimo (11.000 euro con rottamazione Euro 5); **ISEE 30.000–40.000 euro** dà diritto al bonus ridotto (9.000 euro con rottamazione Euro 0–4). Per le persone giuridiche (aziende) non sono previste soglie di reddito. Per la fascia **61–135 g/km** non sono previste soglie ISEE.Documentazione necessaria
I documenti richiesti variano in base alla fascia e alla presenza di rottamazione. In generale sono necessari:
• Dichiarazione ISEE (solo per persone fisiche, per le fasce con modulazione del bonus in base al reddito) • Documento d’identità e codice fiscale dell’acquirente e dei componenti del nucleo familiare (se ISEE < 30.000=""> • Dichiarazione di mantenimento della proprietà: almeno 12 mesi per persone fisiche, 24 mesi per persone giuridiche • Documenti del veicolo da rottamare: libretto, carta di circolazione, prova di proprietà da almeno 12 mesi • Denuncia di cessione al demolitore (in caso di rottamazione contestuale)



