Flotte aziendali sempre più sostenibili: cosa ci dicono i dati sull'Europa e sull'Italia

10 min per leggereSostenibilità
Le flotte aziendali europee sono sempre più orientate alla riduzione delle emissioni: diesel quasi dimezzato e CO₂ -25% dal 2022. Ecco cosa dicono i nuovi dati per settore e per l'Italia.
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Dal diesel all'elettrico: il cambiamento è in atto, ma non è uguale per tutti

Se hai un'auto aziendale, stai valutando di rinnovare la flotta della tua azienda, o semplicemente vuoi capire come si sta muovendo il mondo corporate verso la mobilità sostenibile, i dati che trovi in questo articolo ti interesseranno. Ogni anno Ayvens analizza le flotte dei propri clienti in 29 Paesi europei e pubblica il Fleet Sustainability Ranking by Industry, una classifica che misura quanto ogni settore produttivo stia davvero cambiando il modo in cui si muove.

L'edizione 2025 - la seconda - restituisce un quadro in rapida evoluzione: il diesel arretra ovunque, i veicoli elettrici crescono in quasi tutti i settori, e le emissioni medie di CO₂ delle nuove auto in flotta sono calate del 25% a livello europeo rispetto al 2022. In Italia il trend è positivo ma più lento: il calo è dell'11%, con margini di recupero ancora significativi rispetto alla media del continente.

In questo articolo ti raccontiamo i dati più rilevanti, settore per settore, e ti spieghiamo cosa puoi fare concretamente - che tu sia un fleet manager o un privato con partita IVA - per portare anche la tua mobilità nella direzione giusta.

Perché le flotte aziendali sono decisive per la transizione energetica

Il trasporto su strada è responsabile di circa un quarto delle emissioni di CO₂ nell'Unione Europea. Una quota enorme, su cui però il mondo aziendale ha una leva molto concreta: in Europa, circa il 58% delle nuove immatricolazioni auto è intestato ad aziende. Questo significa che ogni scelta fatta nella car policy di un'azienda - che modello assegnare, con quale motorizzazione, con quale ciclo di rinnovo - ha un impatto diretto sulle emissioni complessive del Paese.

Non si tratta di un cambiamento che richiede rivoluzioni strategiche o investimenti straordinari. Al contrario, orientare la flotta verso veicoli a basse o ridotte emissioni è una delle azioni più immediate e ad alto impatto che un'azienda possa intraprendere per ridurre la propria impronta carbonica. E i dati del ranking 2025 mostrano che molte aziende lo hanno già capito.

Lo sapevi?

Una flotta di 50 veicoli rinnovata con BEV o PHEV al posto di auto diesel può ridurre le emissioni di CO₂ di decine di tonnellate all'anno, a parità di chilometri percorsi.

Fleet Sustainability Ranking 2025: la classifica europea

Il ranking si basa su quattro indicatori con peso uguale:

quota di veicoli diesel (meno è meglio); • quota di BEV (più è meglio); • quota di PHEV e ibridi (più è meglio); • livello medio delle emissioni di CO₂ delle nuove immatricolazioni (meno è meglio).

I settori analizzati sono nove: Automotive, Costruzioni, Beni di Largo Consumo, Energetico e Chimico, Servizi Finanziari e Professionali, Sanitario, Industriale, Farmaceutico e Tecnologico.

Pos.Settore% Diesel% BEV% PHEVPHEV CO₂ g/km
Servizi Finanziari e Professionali12%29% 22% 67
 2°Costruzioni12% 39% 7% 69
 3°Energetico e Chimico13% 31% 17% 71
 4°Tecnologico17%28% 24% 68
 5°Automotive17% 26%23% 75
 6°Industriale25% 31%15% 70
 7°Farmaceutico20% 32%15% 72
 8°Beni di Largo Consumo20%19%15% 83
 9° Sanitario21%18%21% 81

Fonte: Fleet Sustainability Ranking by Industry 2025, Ayvens. Dati 2024 su passenger car noleggiate da clienti con flotte internazionali in 29 Paesi europei

Chi guida la classifica europea e perché

Servizi Finanziari e Professionali: primo per il secondo anno consecutivo. Banche, assicurazioni e società di consulenza si confermano i campioni della sostenibilità nelle flotte. Il motivo? Una combinazione vincente: quota diesel sotto il 15%, forte adozione di BEV e ibride e emissioni medie più basse di tutti i settori (67 g/km). È il settore che ha fatto del rinnovo verde della flotta una scelta strutturale, non occasionale.

Costruzioni: la sorpresa dell'anno. Il settore che forse meno ti aspetteresti in cima alla classifica è invece quello che ha compiuto il balzo più netto. Dal 35% di diesel nel 2022 al 12% nel 2024. E soprattutto: nel 2024 il 39% dei nuovi veicoli ordinati è full electric; il valore più alto tra tutti i settori. Un cambiamento radicale, probabilmente trainato dagli obiettivi ESG delle grandi imprese edili e dalle politiche di rinnovo flotta accelerate.

Energetico e Chimico: la riduzione CO₂ più forte. Terzo nel ranking globale, questo settore registra il calo di emissioni più marcato: -30% dal 2022, passando da 103 a 71 g/km. La crescita dei BEV (dall'1% al 31%) e delle ibride ha trasformato profondamente la composizione delle flotte.

Chi è ancora indietro e dove migliorare

Beni di Largo Consumo e Sanitario chiudono la classifica europea, con quote BEV ancora sotto il 20% e una presenza di diesel ancora rilevante. Non è un dato negativo in assoluto - entrambi i settori hanno migliorato rispetto al 2022 - ma segnala che c'è ancora molto margine di crescita, soprattutto nell'adozione di veicoli full electric.

Il settore Industriale e Manifatturiero mostra invece la maggiore resistenza al cambiamento nella quota diesel: ancora al 25% nel 2024, la più alta tra tutti i settori analizzati.

Il focus sull'Italia: come siamo messi rispetto all'Europa

I dati italiani del ranking raccontano una storia simile a quella europea, ma con un ritmo diverso. La transizione è in atto, ma le flotte aziendali italiane emettono ancora significativamente più CO₂ rispetto alla media dei 29 Paesi europei analizzati. Le emissioni medie sono calate dell'11% dal 2022, contro il 25% europeo.

Perché questo divario? In buona parte per la persistenza di una quota diesel ancora più elevata della media continentale, e per un'adozione di BEV più lenta rispetto ai mercati nordici e d'Europa centrale, dove le infrastrutture di ricarica e gli incentivi fiscali hanno accelerato la transizione.

La classifica italiana per settore

Pos.SettoreScoreNote
Beni di Largo Consumo 6 Miglior CO₂ (93 g/km)
 2° Tecnologico 13Calo diesel più forte
 3° Farmaceutico 15Crescita BEV più forte (+16 pp)
 4° - 5° Sanitario / Finanziari e Prof. 16Ex aequo
 6°Energetico e Chimico 22  -
 7°Automotive 26  -
 8°Industriale e Manifatturiero 30 Diesel ancora al 57%
 9°Edilizio 36 Unico settore con CO₂ in crescita

Fonte: Fleet Sustainability Ranking by Industry 2025 – Focus Italia, Ayvens.

Le storie più interessanti del mercato italiano

Beni di Largo Consumo: il più sostenibile d'Italia

Supermercati, aziende di distribuzione, retailer: il settore che vende prodotti di largo consumo è paradossalmente quello con la flotta più in linea con la riduzione delle emissioni d'Italia. La quota diesel è crollata dal 46% del 2022 al 13% nel 2024, e ben il 69% dei nuovi veicoli è ibrido o plug-in hybrid. Le emissioni medie si attestano a 93 g/km, le più basse tra tutti i settori italiani.

Farmaceutico: l'exploit dei veicoli elettrici

Il settore farmaceutico compie in Italia un salto straordinario nell'adozione di BEV: dal 2% del 2022 al 18% nel 2024. Un incremento di 16 punti percentuali che non ha eguali nel panorama nazionale. Probabilmente trainato dalle politiche ESG delle grandi multinazionali del farmaco, che hanno fissato obiettivi ambiziosi di decarbonizzazione delle flotte.

Tecnologico: il calo diesel più netto

Le aziende tech italiane hanno ridotto la quota di diesel dal 73% al 28% in soli due anni. Contestualmente, le ibride sono salite al 59% e le emissioni medie sono scese da 111 a 90 g/km: il miglioramento assoluto più significativo tra i settori italiani analizzati.

Edilizio: l'unico settore in controtendenza

In un quadro complessivamente positivo, il settore edilizio italiano è l'eccezione che conferma la regola: le emissioni medie sono aumentate da 122 a 132 g/km, rendendolo l'unico comparto italiano con un peggioramento della performance carbon. Un segnale che le PMI del settore costruzioni -tradizionalmente più lente nell'adozione di nuove tecnologie - faticano ancora a fare il salto verso motorizzazioni più efficienti.

Italia vs Europa: il divario da colmare.

Le emissioni medie delle flotte italiane sono tra le più alte d'Europa in quasi tutti i settori. Il gap rispetto alla media continentale (-25% vs -11% dal 2022) indica che il potenziale di miglioramento è ancora enorme — e che le aziende che agiscono ora possono guadagnare un vantaggio competitivo significativo in termini di costi e posizionamento ESG.

Cosa significa tutto questo per la tua auto o la tua flotta

I dati del ranking non sono solo numeri. Dietro ogni percentuale ci sono decisioni concrete: quale auto assegnare, quando rinnovarla, con quale motorizzazione. Che tu stia gestendo una flotta aziendale di 50 veicoli o che stia valutando quale auto noleggiare come libero professionista, queste scelte hanno impatto sulle emissioni, sui costi e sempre di più anche sull'immagine dell'azienda.

Per i fleet manager e le aziende

Il ranking offre un benchmark settoriale prezioso: puoi confrontare la composizione della tua flotta con quella media del tuo settore e capire dove sei rispetto alla concorrenza. Se sei nel settore farmaceutico e la tua quota BEV è ancora all'1%, sapere che la media di settore è al 18% è un'informazione che può cambiare le priorità della prossima car policy.

Le azioni più efficaci per migliorare la sostenibilità della flotta sono: • Ridurre progressivamente i diesel nelle nuove assegnazioni, orientando gli ordini verso ibride, PHEV o BEV • Fissare obiettivi misurabili nella car policy (es. quota BEV minima, soglia massima di CO₂ per i nuovi veicoli) • Sfruttare il rinnovo naturale della flotta per fare il salto senza costi straordinari • Considerare soluzioni di ricarica integrate per facilitare l'adozione dei BEV da parte dei driver

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Per privati e professionisti con partita IVA

Anche se non gestisci una flotta, i dati del ranking possono orientare le tue scelte. La diffusione crescente di BEV e ibridi nelle flotte aziendali ha un effetto diretto sul mercato delle auto usate ex noleggio: nei prossimi anni ci sarà un'offerta sempre più ampia di veicoli elettrificati di qualità, a prezzi accessibili, disponibili in noleggio a lungo termine o all'acquisto.

Scegliere oggi un'auto ibrida o plug-in hybrid in noleggio a lungo termine significa: • Canone mensile fisso e prevedibile, senza sorprese • Vantaggi fiscali significativi, con deducibilità fino al 100% per i veicoli usati esclusivamente per l'attività professionale • Veicolo sempre aggiornato, senza il rischio di ritrovarsi con un'auto obsoleta o difficile da rivendere • Accesso alla mobilità elettrica senza l'investimento iniziale e l'ansia da range tipici dell'acquisto

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Come il noleggio a lungo termine supporta la transizione verso la riduzione delle emissioni

Il noleggio a lungo termine è lo strumento più efficace per guidare la transizione verde della flotta aziendale. Perché? Perché consente di pianificare il rinnovo dei veicoli con regolarità - tipicamente ogni 3-4 anni - e di orientare ogni nuova assegnazione verso le motorizzazioni più efficienti disponibili in quel momento, senza immobilizzare capitali e senza il rischio di restare con un asset svalutato. Con un canone mensile fisso e trasparente, l'azienda sa esattamente quanto spende per ogni veicolo, inclusi manutenzione ordinaria e straordinaria, assicurazione e assistenza stradale. Nessuna sorpresa, nessun costo nascosto.

Ayvens Electric: un ecosistema completo per le flotte elettriche

Per le aziende che vogliono fare il salto verso i veicoli elettrici, Ayvens offre Ayvens Electric: un servizio che va oltre il semplice noleggio del veicolo e include tutto ciò che serve per gestire la mobilità elettrica senza pensieri.

Consulenza personalizzata per scegliere i modelli BEV o PHEV più adatti alla tua flotta e ai tuoi percorsi • Infrastruttura di ricarica domestica installata direttamente a casa dei dipendenti (soluzione Full) • Carta RFID e app per ricaricare su tutta la rete pubblica, distinguendo sessioni private e aziendali • Fatturazione unificata: tutte le ricariche - domestiche e pubbliche - in un'unica fattura mensile • Monitoraggio dei consumi e dei costi di mobilità in tempo reale tramite il cruscotto My Ayvens

Tutto incluso in un unico canone mensile, con i vantaggi fiscali del noleggio a lungo termine.

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Domande frequenti sulle flotte aziendali sostenibili

Cos'è il Fleet Sustainability Ranking by Industry di Ayvens? È uno studio annuale che Ayvens pubblica analizzando le flotte dei propri clienti in 29 Paesi europei. Classifica i settori produttivi in base a quattro indicatori - quota diesel, quota BEV, quota PHEV/ibridi ed emissioni medie di CO₂- per misurare quanto ogni comparto stia avanzando nella transizione energetica. L'edizione 2025 è la seconda e copre i dati dal 2022 al 2024.Quale settore ha le flotte più sostenibili in Europa? Ad oggi, i Servizi Finanziari e Professionali guidano la classifica europea per il secondo anno consecutivo, con la quota diesel più bassa, una forte presenza di BEV e le emissioni medie di CO₂ più contenute (67 g/km). Il settore delle Costruzioni è la grande sorpresa dell'anno, con il 39% di nuovi veicoli full electric nel 2024.In Italia qual è il settore con la flotta aziendale più sostenibile? In Italia il primato spetta al **settore dei Beni di Largo Consumo**, che registra la quota diesel più bassa (13%), le emissioni medie più contenute (93 g/km) e il 69% di veicoli ibridi e PHEV nelle nuove assegnazioni. Il settore Farmaceutico si distingue invece per la crescita più netta dei BEV: dal 2% al 18% in soli due anni.Le emissioni delle flotte aziendali italiane sono diminuite? Sì, ma meno che in Europa. Le emissioni medie di CO₂ delle nuove auto in flotta sono calate dell'11% dal 2022 in Italia, contro il 25% registrato a livello europeo. L'unica eccezione è il settore edilizio, dove le emissioni sono invece aumentate. Il divario rispetto alla media europea indica che c'è ancora ampio margine di miglioramento.Il noleggio a lungo termine aiuta davvero a rendere la flotta più sostenibile? Sì, in modo molto concreto. Il noleggio a lungo termine consente di rinnovare regolarmente i veicoli della flotta, orientando ogni nuova assegnazione verso motorizzazioni più efficienti. A differenza dell'acquisto, non immobilizza capitali e garantisce un canone mensile fisso che semplifica la pianificazione dei costi. Ayvens offre anche soluzioni specifiche per le flotte elettriche, come Ayvens Electric, che include infrastruttura di ricarica, gestione unificata dei costi e monitoraggio dei consumi.Cosa dovrebbe fare un'azienda per migliorare la sostenibilità della sua flotta? Le leve principali sono tre: **aggiornare la car policy** per includere obiettivi misurabili (quota minima di BEV o PHEV, soglia massima di CO₂), **sfruttare il rinnovo naturale della flotta** per fare il salto verso motorizzazioni più efficienti, e **dotarsi di un'infrastruttura di ricarica adeguata** per i driver. Il noleggio a lungo termine semplifica tutto questo, perché ogni rinnovo è un'opportunità di miglioramento senza investimenti straordinari.Anche i privati e i liberi professionisti possono beneficiare di questi trend? Assolutamente sì. La diffusione crescente di BEV e ibridi nelle flotte aziendali sta aumentando la **disponibilità di veicoli elettrificati di qualità** anche nel mercato delle auto usate ex noleggio. Chi sceglie oggi un'[auto ibrida o PHEV in noleggio a lungo termine](targetSelf:/it-it/noleggio-auto-elettriche/) può beneficiare di un canone mensile fisso, di vantaggi fiscali significativi e di un veicolo sempre aggiornato, senza il rischio di obsolescenza tipico dell'acquisto.
Pubblicato il 24 giugno 2026
24 giugno 2026
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