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AdBlue: a cosa serve l'additivo per diesel

5 min per leggereConducenti
L’additivo AdBlue riduce le emissioni di ossidi di azoto dei veicoli diesel, ma bisogna prestare attenzione ai costi e sapere quanto usarlo.
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AdBlue: a cosa serve l’additivo per i veicoli diesel

Come usare l’additivo diesel AdBlue e quali vantaggi offre

L’additivo AdBlue è un prodotto essenziale per garantire il corretto funzionamento dei motori diesel, allo scopo di contenere i consumi e soprattutto le emissioni inquinanti. Vediamo cos’è l’AdBlue e a cosa serve, quali vantaggi offre per i veicoli diesel e le principali problematiche legate a questo additivo.

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Additivo diesel AdBlue: cos’è esattamente

L’AdBlue è un additivo chimico commercializzato per ottimizzare il rendimento dei propulsori diesel, in particolare dei motori diesel ad alta efficienza e bassi consumi omologati Euro 6. Viene utilizzato nelle auto equipaggiate con un catalizzatore SCR (Selective Catalytic Reduction), una tecnologia obbligatoria sui veicoli diesel Euro 6 come previsto dalle normative europee.

Questo additivo per il diesel è realizzato a base di acqua demineralizzata e urea, con una percentuale di urea intorno al 31,8-33,3% a seconda del prodotto. Mediante dei processi chimici l’additivo è in grado di trasformare gli ossidi di azoto (NOx), pericolosi inquinanti emessi dalle auto diesel, in acqua e azoto sotto forma di elementi semplici gassosi.

L’additivo AdBlue per il diesel è un prodotto sicuro, in quanto non è infiammabile e non risulta essere tossico. Allo stesso modo, è inodore e non possiede un colore specifico. Questo prodotto deve essere aggiunto all’interno di un apposito serbatoio nei veicoli diesel, per limitare i livelli di emissioni e rispettare i parametri previsti dallo standard ambientale Euro 6 per le auto diesel.

A cosa serve l’AdBlue nei motori diesel

L’utilizzo dell’AdBlue è strettamente legato al contenimento delle emissioni delle auto, in particolare dei veicoli diesel, infatti si tratta di una tecnologia introdotta nei motori a gasolio di nuova generazione. La presenza dell’additivo permette di diminuire fino al 90% le emissioni di ossidi di azoto, grazie alla nebulizzazione dell’AdBlue direttamente nell’impianto di scarico.

Questo processo viene gestito dall’iniettore, che si occupa di convogliare l’additivo nebulizzato nel sistema di scarico, dove quando entra in contatto con le temperature elevate dei gas di scarto reagisce e viene trasformato in ammoniaca e anidride carbonica. Il consumo dell’automobile con l’AdBlue rimane pressoché invariato, tuttavia vengono abbattute drasticamente le emissioni dell’auto.

Ridurre gli ossidi di azoto emessi dai veicoli diesel è di fondamentale importanza. Secondo il Ministero della Salute, gli effetti sulla salute legati a questo inquinante possono essere lievi, come l’irritazione della gola e dei condotti nasali, fino alle alterazioni gravi delle funzionalità respiratorie, soprattutto ai danni delle persone vulnerabili come bambini, anziani e individui affetti da patologie polmonari.

Purtroppo, questo inquinante è uno dei più diffusi in Italia, infatti non viene generato appena dai veicoli diesel. Gli ossidi di azoto sono emessi anche dagli impianti di riscaldamento a gas, dal fumo di sigaretta e dalla cottura degli alimenti tramite stufe e gas, sebbene il traffico veicolare sia la prima causa delle alte concentrazioni di ossidi di azoto.

Come fare il rabbocco dell’AdBlue nelle macchine diesel

Per mantenere basse le emissioni di ossidi di azoto degli autoveicoli diesel bisogna fare periodicamente il rabbocco dell’AdBlue. In genere, le auto sono dotate di un apposito serbatoio per questo additivo, con una capacità di circa 15-20 litri, inoltre tra le spie delle macchine è presente una specifica spia AdBlue che monitora il livello dell’additivo e segnala quando è necessario aggiungerlo.

In media, si possono percorrere circa 15-20 mila chilometri con un pieno di AdBlue, dopodiché la spia segnala la necessità di procedere al rabbocco. Si tratta di un’operazione essenziale, in quanto qualora il livello dovesse scendere al di sotto di una certa soglia il sistema di bordo potrebbe bloccare l’accensione del propulsore e segnalare l’anomalia con l’attivazione della spia gialla del motore.

Per il rabbocco basta comprare l’additivo AdBlue presso un rivenditore specializzato oppure in uno store online, con la possibilità di acquistarlo in contenitori di 5, 10 o 20 litri. Il serbatoio dell’AdBlue si riconosce facilmente per la presenza del tappo blu, ad ogni modo in genere è situato nel vano motore oppure in alcuni veicoli al di sotto del tappetino del passeggero.

In questo caso basta svitare il tappo e riempire il serbatoio fino al livello indicato, verificando successivamente lo spegnimento della spia AdBlue. Alcuni veicoli dispongono di sistemi più avanzati per il monitoraggio dell’additivo diesel, informando non solo quando il livello è basso ma anche quanti chilometri si possono percorrere prima che sia necessario il rabbocco.

È possibile disattivare la spia dell’AdBlue?

In condizioni normali non si può disattivare la spia dell’AdBlue, infatti l’assenza dell’additivo può comportare l’arresto del veicolo. Questo meccanismo evita che l’auto continui a circolare senza l’AdBlue, per garantire che rispetti sempre le norme europee antinquinamento limitando le emissioni di ossidi di azoto.

In passato, però, sono state rilevate delle manomissioni al sistema dell’AdBlue, con l’utilizzo di software in grado di aggirare la centralina e consentire al veicolo di proseguire la marcia anche senza additivo. Ovviamente è una modifica illegale, punita in Italia dall’articolo 78 del Codice della Strada con una multa fino a 431 euro e il ritiro del libretto dell’auto.

Problemi AdBlue: costo e reperibilità dell’additivo

Negli ultimi anni il costo dell’AdBlue ha subito un aumento considerevole, a causa dell’incremento del prezzo di alcune materie prime come il gas utilizzate nei processi produttivi dell’additivo per il diesel. Questo fattore, insieme a dei problemi in alcuni stabilimenti di produzione, ha provocato una vera e propria crisi dell’AdBlue, rendendolo non solo costoso da acquistare ma anche difficile da reperire.

Oggi il costo dell’additivo è di circa 20-30 euro per una confezione da 10 litri, con un prezzo dell’AdBlue che può andare da 70 centesimi di euro a circa 2 euro al litro, con differenze sostanziali in base al fornitore e alle dimensioni della confezione. Inoltre, nonostante l’esposizione dell’AdBlue al costo del gas metano renda il valore dell’additivo piuttosto volatile, al momento l’approvvigionamento sembra essere tornato regolare.

La spesa sostenuta dagli automobilisti è comunque elevata, infatti considerando che è necessario un rabbocco da 20 litri ogni 15-20 mila chilometri il costo si aggira intorno a 1-3 euro ogni 1.000 chilometri di percorrenza. Naturalmente la spesa è più alta per i mezzi pesanti, a causa dell’alto chilometraggio e dell’elevato consumo di AdBlue.

L’alternativa è il passaggio alla mobilità sostenibile, sostituendo il proprio veicolo diesel con un’auto elettrica a zero emissioni oppure con una vettura ibrida. D’altronde, benché il governo italiano e altri Paesi UE abbiano per il momento bloccato la proposta, il Parlamento europeo ha decretato lo stop ai motori termici entro il 2035, rendendo necessario pianificare la transizione verso soluzioni di trasporto più ecologiche.

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Pubblicato il March 29, 2023
March 29, 2023
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